Ottobre.

‘Caro diario,
oggi mi sono scontrata con un tizio. Viene nella mia stessa scuola, non lo sopporto proprio. Fa la IV D, quella classe di fighetti del cazzo che mi stanno sulle scatole. Non solo mi ha praticamente spalmato il suo gelato al pistacchio sulla maglia, non mi ha neanche chiesto scusa, anzi, “Guarda quando cammini” mi ha detto. Che razza di idiota.’

Novembre.

‘Caro diario,
oggi la mia classe insieme alla IV D e alla III C era in palestra. Abbiamo fatto delle squadre, obbligati dai professori, e abbiamo giocato a pallavolo.
Il tizio del gelato, Lorenzo, la faceva apposta a schiacciare su di me. L’unica schiacciata che non sono riuscita a prendere, mi è finita in faccia.
Non sono riuscita più a giocare, lui rideva soddisfatto.
Che coglione. Come se non bastasse, Luca, un suo compagno che viene con me in palestra, non si è degnato neanche di chiedermi come stessi.’

Dicembre.

‘Caro diario,
oggi, mentre ero in palestra per i cazzi miei sul tapis roulant, alzo lo sguardo e vedo Lorenzo riflesso nello specchio nella cyclette accanto a me. Ho alzato gli occhi al cielo e aumentato ancora il volume della musica.
Il problema era che Luca cercava di farci parlare ma entrambi lo guardavamo male e lo prendevamo in giro.
Ho beccato Lorenzo guardarmi, tre volte, per poi distogliere lo sguardo.
Cazzo vuole?’

Gennaio.

‘Caro diario,
da un po’ di tempo Lorenzo mi saluta per i corridoi a scuola. La prima volta, mi sono guardata intorno, pensando non si riferisse a me, ma ero l’unica.
Mi sorride come un idiota quando saluta.
Oggi in palestra me lo ritrovavo sempre vicino, e Paola, la nostra personal trainer, che cerca di fidanzarmi con chiunque di sesso maschile, ha cercato di mettermi insieme a lui.
La uccido.’

Febbraio.

‘Caro diario,
oggi è successa una cosa stranissima, che mi ha lasciata perplessa, e non poco.
Ero sola a girovagare per i corridoi quando sento la vicepreside gridare. Cercavo un posto dove nascondermi perché se quella vecchiaccia mi avesse trovata, mi avrebbe sospesa.
Ero entrata nel panico, sentivo il suono dei suoi tacchi echeggiare per tutto il corridoio, si stava avvicinando.
Lorenzo era piegato sulle ginocchia, intento a non farsi vedere dalla finestra. Mi ha guardata, poi si è girato notando la vicepreside avvicinarsi da noi.
Si è alzato, mi ha preso per il polso e ha iniziato a correre.
Ci siamo nascosti nello stanzino dei bidelli. Avevamo il fiatone, nel frattempo continuavo a domandarmi come mai mi avesse dato una mano.
La vecchiaccia si era allontanata. Stavo per uscire, ma Lorenzo ha chiuso nuovamente la porta con la mano. Mi stavo voltando, pronta a ribattere.
Ma non me l’ha permesso.
Mi ha baciata.
Era il mio primo bacio.
Subito dopo è andato via, lasciandomi lì dentro.’

Marzo.

‘Caro diario,
neanche oggi Lorenzo è venuto in palestra. Ha cambiato orario, penso mi stia evitando. Non mi ha mai risposto quando ho chiesto del bacio. ‘dimenticalo’ ha detto una volta.
Non posso dimenticare il mio primo bacio, testa di cazzo.’

Aprile.

‘Caro diario,
io e Francesca venerdì ci eravamo messe d’accordo per andare alle tre in palestra anziché alle sei.
Ho incontrato Lorenzo, è rimasto sorpreso di vedermi.
Ho fatto finta di non conoscerlo.
Eugenio che oggi è venuto prima per stare con me e Francesca, ogni volta che scherzavamo o che mi era vicino, Lorenzo si metteva in mezzo con delle scuse assurde.
Poi, mentre stavo andando via, ho sentito la porta dello spogliatoio chiudersi.
Mi sono girata e mi sono ritrovata Lorenzo davanti. Alzo gli occhi al cielo. Lui si avvicinava ed io arretravo.
Mi ha bloccato il viso tra le sue mani e mi ha baciata di nuovo mentre io, imbambolata come una cogliona non riuscivo a fare niente. Un bacio a stampo.
‘Mi piaci’ m’ha detto. ‘A me no’ ho risposto.
Ha pensato che quella risposta significasse che non mi piace, io intendevo che non mi piaccio.
È andato via tutto arrabbiato.’

Maggio.

‘Caro diario,
oggi ho provato una sensazione strana vedendo una ragazza provarci con Lorenzo. Per ‘sbaglio’ sono finita contro quella e devo averla guardata parecchio male, perché lei ha detto a Lore ‘ma quella era la tua ragazza?’
Ero troppo lontana per sentire la risposta.
Poco fa ho ricevuto un messaggio da un numero sconosciuto c’era scritto “la gelosia nuoce gravemente alla salute piccola ;)” ho capito subito che si trattava di Lorenzo. Adesso sono le cinque del mattino, mi ha appena dato la buonanotte perché domani deve andare a giocare a calcetto.’

Giugno.

‘Caro diario,
io e Lore ci siamo messi insieme. È tutto così strano. Non so come il faccia a piacergli, ma ha detto che me lo ripeterà ogni giorno finché non inizierò ad accettarmi. Poverino.’

Luglio.

‘Caro diario,
non ho mai detto ‘ti amo’ a nessuno. Per questo, quando Lore ha detto quelle due parole, io non ho risposto. Si è arrabbiato, abbiamo litigato e adesso neanche mi parla più. Ho provato a dirgli che lo amo, ma le parole mi sono morte in gola. Non riuscivo neanche a fiatare.’

‘So che oggi ho già scritto. No cioè, tecnicamente è passata la mezzanotte quindi… La faccio breve: ho ricevuto una foto da una mia amica in cui Lorenzo si bacia con una tipa al Jotì. Non so se è ubriaco o cosa, non me me fotte un cazzo. Gli ho mandato un messaggio “Io ho sbagliato, lo so. Ma è stato un errore dettato dalla paura, paura perché determinate cose non le ho mai dette a nessuno. Sotto questo aspetto sono ancora una povera ingenua. Tu, hai sbagliato per rabbia. Ha delle labbra morbide? Bacia bene? Lo spero perché d’ora in avanti saranno le sue labbra che bacerai. Addio.’
‘Ok’ ha risposto.
Fanculo.’

Agosto.

‘Caro diario,
Oggi è il mio compleanno, come regali ho ricevuto un profumo, un orologio e Lorenzo che limonava animatamente con una Moretta del cazzo a tre metri da me. Sono scappata nel bagno del lido, perché ho festeggiato a mare, tipo tre volte.
Marco è venuto a vedere come stessi, mi ha abbracciata.
Quando siamo usciti dal bagno, Lorenzo era lì. Ha fatto per parlarmi, ma notando Marco è rimasto zitto e dandomi una spallata è entrato nel bagno.
Lui è andato via poco dopo.
Tornata a casa, mi sono ritrovata davanti all’entrata una rosa rossa e una piccola scatola con dentro un braccialetto con un ciondolino a forma di tartaruga, uno degli animali che amo di più.’

Settembre.

‘Caro diario,
la scuola è ricominciata da quasi due settimane. La mia classe e quella di Lore erano di nuovo insieme in palestra.
Parlavo con Marco, quando, proprio mentre stava per abbracciarmi, una pallonata è passata davanti a noi andando a rimbalzare contro il muro.
Mi sono girata imbestialita, era stato lui. Sempre lui e mi guardava anche male.
Qualche ora dopo, Marco è tornato in classe con la maglia sporca di sangue e un fazzoletto sul naso.
Non c’è stato bisogno che mi dicesse qualcosa, sapevo che era stato Lorenzo. Sono uscita dalla classe e sono andata in V D a chiamarlo. Appena è uscito, senza neanche fargli finire la frase ‘cosa vuoi’ gli ho tirato uno schiaffo che penso si ricorderà per tutta la vita, e sono andata via.’

Ottobre.

‘Caro diario,
è successa una cosa troppo strana oggi.
Correvo per il corso parlando con Ilaria al cellulare, che mi sgridava perché come al solito ero in ritardo, quando vado a sbattere contro ad un tizio.
Abbasso lo sguardo sulla mia maglia bianca e noto una chiazza verdastra, dall’odore ho capito che si trattava di gelato al pistacchio. Ho alzato lo sguardo e mi ritrovo Lorenzo davanti, immobile, esattamente come un anno prima.
Ma ha fatto una cosa che l’anno prima non si sarebbe mai sognato di fare: mi ha baciata.
Effettivamente, c’ha sempre avuto questo cazzo di vizio di baciare le persone all’improvviso.
Ma è uno dei vizi più belli del mondo.
‘Voglio solo le tue labbra. Le tue carnose, screpolate e maltrattate labbra, perché è te che amo.’
Diario, magari ho sbagliato, ma lo stesso errore non si fa due volte, così questa volta gliel’ho detto, che lo amo.
E mi ha abbracciata.
E ho pianto.
E Ilaria urlava al cellulare.
E ora stiamo di nuovo insieme, ed è proprio qui, davanti a me che mi guarda mentre scrivo e mi dice ‘sei bellissima’ per farmi distrarre.
Ora scusa, ma è una distrazione troppo efficace. Devo dirgli di nuovo che lo amo, prima che se lo dimentichi.’

miamerestisenonfossimestessa. (via miamerestisenonfossimestessa)

Niente, volevo dirti che ti odio. Volevo dirti che sei un lunatico del cazzo, un paranoico. Probabilmente sei la persona più fastidiosa e odiosa di questo mondo. Sei la persona che più odio. Dio quanto non ti sopporto.
Ma ciò che più odio è il fatto che nonostante io ti odi così tanto, a te ci tengo.
Nonostante tu continui a farmi del male, ad illudermi e a fare lo stronzo, io a te ci tengo.
Che quei momenti passati insieme io non li riesco a dimenticare. Anche se per te non valgono un cazzo, anche se nemmeno te li ricordi. Anche se mi odi, anche se ti odio.
Anche se continueremo a farci male, sappi che a te ci tengo. Sappi che ti tengo, nel cuore, sempre.

Ci avete mai fatto caso, come sono le donne nelle favole? Così soavi, così romantiche, così dementi, no? Esempio, Cappuccetto Rosso, tre donne tre deficienti. Deficiente la nonna perché, voglio dire, hai l’età di Matusalemme, non sei autosufficiente, che cacchio vai a fare a vivere da sola su un bricco dimenticato da Dio, che neanche il nonno di Heidi ti viene a trovare? Ti fai dare l’accompagnamento e ti prendi un monolocale sotto casa di tua figlia, no? Deficiente la figlia perché mica ci va lei a badare alla madre, no, ci manda sua figlia. Di quattro anni. Hai capito? Allora, siccome la manda nel bosco che cosa fa per proteggerla, le regalerà una mimetica? No, va da Valentino e le fa confezionare un cappuccetto rosso fuoco, che Barbablù la vede anche a 40 chilometri di distanza. Che brava la mamma. Deficiente anche la bambina! Mi spiace dirlo ma anche la bimbetta c’ha le sue, che cammina per il bosco e vede un lupo, che cosa fa, scappa? No. Si ferma e gli racconta tutti i cazzi suoi. E per aiutarlo a orientarsi meglio nel trovare la casa della nonna gliela indica su Google Maps. Ma non è finita perché dopo che ci ha parlato per tre ore lo vede cinque minuti dopo con una cuffietta e non lo riconosce. La Bella Addormentata nel bosco? Va bene, partiamo dall’inizio. La regina non riesce ad avere bambini, e dopo diversi tentativi falliti, finalmente all’età di Gianna Nannini riesce ad avere la prima, molto bene, festa, gioia, gaudio, no? Fanno un mega-party e invitano tutti, ma proprio tutti, tranne pochi. L’unica che la mamma si dimentica di invitare chi è? L’unica strega del reame. Ecco, hai capito? Che si chiama Malefica, non è che si chiama Fiore di Mirtillo ‘sta qui, è ovvio che si incazza un attimino. Lancia l’anatema sulla bambina, lo conosciamo tutti, giusto? “Quando compirai 18 anni ti pungerai il dito con un fuso e cadrai addormentata” e siccome nel regno tutti amano questo fagottino, si premurano di ricordarglielo, compleanno dopo compleanno. Primo compleanno “Auguri amore mio! A cento di questi giorni! Cento… 18 dai, eh, accontentati, vero? Sì, perché quando compirai 18 anni ti pungerai con un fuso e cadrai addormentata”, secondo compleanno “eh come passa il tempo quando ci si diverte, eh? Divertiti finché puoi, perché quando compirai 18 anni amore mio ti pungerai con un fuso e cadrai addormentata”, terzo compleanno: “Meno 15! Amore guarda fatti furba: dalla via a 17, perché quando compirai 18 anni ti pungerai con un fuso e cadrai addormentata”. Cosa fanno? Glielo ripetono per tutti i compleanni, lei compie 18 anni cosa fa? “Oh, un fuso!”Biancaneve, parliamo di Biancaneve. Intanto partiamo dal nome, Biancaneve che nome è? È la principessa più ricercata da tutti i pusher del reame, dai! La favola più adatta da raccontare a tua figlia, no? Proprio prima di andare a dormire: “C’era una volta una bambina alla quale morì subito la mamma, il papà si risposò con una stronza terrificante che siccome è gelosa di lei la vuole morta. Buonanotte amore, sogni d’oro!”.La storia la sappiamo, no? Incarica il guardiacaccia e dice “Allora ci pensi tu, la fai fuori, ma come prova mi porti il cuore” il guardiacaccia ovviamente intenerito fa fuori un cervo che poi si è si è venuto a scoprire che era la madre di Bambi… una tragedia.Va beh, lei, principessa “Oddio, oddio” scappa nel bosco, “Dove vado dove non vado?” vede una catapecchia putrescente, che proprio è evidente che non è mai stata pulita. Che cosa fa? Bussa, le vengono ad aprire degli acari grossi così che si fanno le canne, lei entra con fiducia e si sdraia sui letti. Arrivano i padroni di casa, marito e moglie? No. Una comunità di 7 nanetti, probabilmente un nuovo gruppo di Facebook che vive là. Ovviamente che cosa fanno, si inteneriscono anche loro “Come possiamo aiutare questa principessina, come possiamo aiutare questa principessina… Ma teniamola qui, facciamone la nostra serva” e lei “Sì! Che bella idea, perché non ci ho pensato io?!” e via a ramazzare, pulire, cucire, rammendare mutande per sette nanetti. E fischietta nel frattempo… ma che cazzo ti fischietti?!Ora la matrigna lo scopre, dice “Ok, vado io, ci penso io”, va dallo stesso stilista di Cappuccetto Rosso e dice: “Senti mi serve un travestimento raffinato… che mi faccia proprio passare inosservata come innocua vecchina che vende le mele” “Certo!”“Eccola qua, prendi la mela Biancaneve!” lei cosa fa? Cioè minimo minimo le tiri una badilata in testa, no? “Oh la mela, oh il fuso” stesso elettroencefalogramma piatto di quella là.Va beh insomma, mangia la mela, muore ‘sta qua, finalmente, arrivano i nani, porranno fine alle sofferenze di ‘sta ragazza, la seppelliranno? No. La mettono in una teca di vetro e la guardano decomporsi. A un certo punto arriva anche il principe azzurro, che ho già avuto modo di dirlo, scusatemi , lo ribadisco ma il principe azzurro non esiste, perché uno che viene su un cavallo bianco con i leggings azzurri è gay! Se fosse stato etero veniva giù con una bella camicia a quadri, ruttando, giusto? Va bene, vede questa cosa straordinaria, dice “No! Che bellissima idea! La morta nell’acquario trasparente, dai! La metto come centrotavola nella prossima festa, ma sai che invidia il Dolce e il Gabbana? Dai che vi aiuto io a portarla al castello!” mai fatto una cippa, scende da cavallo, tacco 12, si rompe il tacco, urta la teca, la teca si apre, Biancaneve rotola fuori, sbatte la testa contro un sasso, trauma cranico, sputa la mela, lo vede e dice: “Ti amo, sposiamoci!” e vissero per sempre felici e contenti. Chi? Un gay e una decerebrata.

Deborah Villa. (via quindiciprimavere)

Muoio! Ahahaha!

(via sonoquiper-lamore)

AHAHAHA

(via brokenplume)

AHAHHAHA

(via so-leaveout-alltherest)

TI AMO, SAPPILO. MUOIO.

(via comefiocchidineve)

aiutoo AHAHAH

(via farfromyoursunshine)

Ahahhaha, muoio dalle risate.

(via salvatadalvuoto)

Magari un giorno, da adulti, ci rincontreremo e con lo stesso imbarazzo di un tempo, ci saluteremo; tu mi dirai che hai iniziato a fumare, che sei sposato e che hai dei bellissimi bambini. Io ti dirò che di fumare non ho mai smesso, che sono anche io sposata.. e felice. Ti racconterò della mia vita.. che finalmente ho comprato casa, e che il viaggio che avevamo in programma da giovani, sono riuscita a farlo. Tu mi dirai che non sono cambiata in niente; ho sempre quella faccia buffa , sempre quei vizi che tu in tutti i modi hai cercato di togliermi e che nonostante siano passati anni continuo a trovarmi quei milioni di quei difetti che tu in tutti i modi cercavi di farmi capire che erano bellissimi. Capiremo, guardandoci negli occhi, che è tutto passato, e che senza nessun rimorso continueremo la nostra vita. Ma io, solo in quel momento, ti sussurrerò che a mio figlio, ho dato il tuo nome.